Nella fascia climatica del Sahel esistevano villaggi che dovevano la loro presenza e ricchezza alla ricerca dell’oro. Sono stati piccoli centri sperduti per secoli, lontani dai percorsi tradizionali, eppure da loro ebbe inizio la prima fase di un commercio fruttuoso. I cercatori dei villaggi nell’impero del Mali infatti vendevano il metallo prezioso ai carovanieri tuareg, ai commercianti ebrei e musulmani, fino a tracciare una linea stabile verso il Mediterraneo, comprendendo anche prodotti come il sale e gli schiavi. Il commercio creò inoltre opportunità culturali notevoli e produsse un legame stretto con l’Islam.
Sostiene Marco Aime, antropologo, autore del libro IL grande gioco del Sahel: La religione del Corano è una presenza antica nel Sahel, fin dall’anno Mille queste terre hanno conosciuto la penetrazione islamica grazie ai commerci arabi che vi transitavano diffondendo il Corano fra le popolazioni locali.
La scrittura creò quindi una classe urbana istruita, si impose rapidamente, esercitando anche un certo fascino sulle popolazioni africane meno istruite, in quanto portava con sé anche il prestigio di una cultura superiore, organizzata nei commerci e nei rapporti di scambio, con documenti e contratti fra le parti.
Attualmente molti testi scolastici purtroppo tralasciano che nell’Università-Moschea di Sankorè a Timbouktu in Mali costruita da Mansa Musa nel quattordicesimo secolo, uomo ricchissimo in possesso di quantità enormi di oro, si potevano seguire insegnamenti di studiosi provenienti dall’India, dalla Persia, dalla Spagna e da tutto il mondo arabo con una buona qualità di insegnamento. Molto seguita era l’opera di Aristotele, commentata e interpretata da Averroè su traduzioni arabe precedenti.
Riferisce Amadou Hampatè Ba, scrittore e filosofo maliano: In Africa l’Islam non ha più colore di quanto ne abbia l’acqua e questo spiega il suo successo. Si dovrebbe parlare di tradizione e negoziazione senza tracciare una linea di demarcazione
Infatti l’impostazione malikita, caratteristica dell’Islam saheliano prossima ad una scuola di pensiero giuridico musulmano, è molto aperta ad esperienze religiose locali quali le confraternite islamiche sviluppate soprattutto in Senegal.
Purtroppo nel corso degli anni l’impero del Mali e Timbouktu in particolare hanno subito violenze tali da comprometterne l’identità e la stabilità, a cominciare dalla invasione dal nord di fine cinquecento, dalla colonizzazione francese e dall’attuale azione terroristica Wahabita guidata dall’Arabia saudita, in varie forme spesso nascoste da interventi umanitari.
Ad essere presi di mira sono stati i simboli dell’Islam tradizionale che ha sempre segnato Timbouktu, la città dei 333 santi, persone servite ad esempio per gli altri, i cui insegnamenti sono stati eliminati dalla comunità come eresia dagli attivisti wahabiti.
Inoltre moltissimi testi di medicina, botanica, teologia e filosofia sono stati gradualmente soppressi, eliminando così testimonianze di un passato di grande valore per la ricerca e la conoscenza storica.