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Americanah

“Americanah” è il titolo di un romanzo molto apprezzato di Chimamanda Ngozi Adichie, presente in queste pagine per altri suoi lavori fra cui La metà di un sole giallo.

Americana è il termine usato in Nigeria per indicare gli ex-pat, meglio dire migranti recatisi in America per studiare o lavorare negli Stati Uniti, una definizione che ha un sapore negativo e indica una distanza fra coloro che sono rimasti in patria e gli altri che si sono trasferiti a New York o in altre città per cambiare la propria vita lavorativa. Spesso questi ultimi hanno mutato mentalità, lingua e comportamenti secondo lo stile di vita americano, una vera sostituzione culturale ostentata da alcuni e avversata da altri. Ifimelu , la voce narrante in prima persona, ritiene infatti che un africano in un paese occidentale deve ricordarsi di essere considerato diverso dai bianchi, soprattutto in una società complessa come quella statunitense fondata storicamente sulla schiavitù, con una struttura solo in apparenza democratica dove la libertà personale ed economica ha senso solo per gli WASP, con l’esclusione delle varie sfumature di grigio inclusi gli ispanici, i greci e gli italiani, popolazioni sottoposti a lenta integrazione.

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Il libro di seicento pagine comprende situazioni esistenziali, ovviamente il tema del distacco, la ricerca di un’ identità professionale, le umiliazioni subite, ma non è certamente il romanzo di formazione del sogno americano, non celebra i valori della abnegazione e del sacrificio verso il successo, non è il romanzo del clichè calvinista.

Al contrario esprime una narrazione aperta, senza finzioni, strutturata sul blog di Ifemelu che mette a nudo la propria condizione di afro-americana e suscita l’attenzione di molti che la seguono. Il diario informatico possiede una forte potenza divulgativa superiore a quella di un libro, ha una sua forza propria superiore a quella di una rivista o di un giornale. Possiede una forma semplice con testi brevi e frasi sapientemente usate per colpire la sensibilità del lettore e sviluppano un rapporto comunicativo con i fruitori del messaggio.epovera gente

Un esempio. In America, il tribalismo è vivo e vegeto. Cene sono quattro tipi: classe, ideologia, regione e razza. Prima di tutto, la classe. Facilissimo: gente ricca e gente povera

Un altro esempio. Tantissime persone, soprattutto nere, sostengono che Obama non sia nero, multirazziale bianco, ma birazziale, tutto tranne che nero e basta. Perché sua madre era bianca. Ma la razza non è biologia, è sociologia. La razza non è genotipo: è fenotipo, la razza conta perché c’è il razzismo e il razzismo è assurdo perché ha a che fare con l’aspetto fisico.

Un registro diretto e chirurgico, efficace, adatto alla comunicazione attuale