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Juliette Greco

La Musa

La Parigi bifronte della Rive Gauche e Rive Droite, quella di Saint Germaine des Prés da una parte e di Montmartre dall’altra, hanno modo di unirsi nella musica, con netta prevalenza degli artisti della riva sinistra, una autentica fucina di arte, letteratura, filosofia. Sartre spiegava la sua filosofia e discuteva sulla sua rivista “Temps Modernes”, Queneau tracciava disegni sulle tovaglie di carta, Camus ballava il boogie-woogie tra i tavolini. Era un ambiente che trovò la sua musa ispiratrice in Juliette Greco, una ragazza vestita da uomo, sempre in nero, aveva uno stile determinato dalla sua personalità e avvenenza. L’abbigliamento era il risultato di una vita saltuariamente povera e marginale, nonostante la solidità economica della famiglia che però abbandonò ripetutamente lei e la sorella, lasciando che altri se ne occupassero, soprattutto un’amica dei genitori, un’anziana professoressa, capace di orientare le sue scelte. La ragazza studia teatro e arte drammatica in una Parigi ancora in guerra. Nella Francia turbolenta della quarta repubblica riesce a trovare una sua posizione definita, grazie a poeti e musicisti, fra cui il binomio sinergico composto da Prevert e Kosma, viene invitata a cantare al “Boeuf sur le toit riaperto nel 1949, Raymond Queneau, Jules Laforgue le propongono le loro opere, canta di fronte agli amici intellettuali, fra cui Marie Cazalis e Jean Cocteau.

Juliette, molto riservata, trova un amico e confidente in Boris Vian che suona nel celebre locale, il “Il tabou” insieme ai fratelli musicisti come lui.

Vive in un ambiente in cui riesce a esprimere la sua vena esistenzialista, velata di tristezza e distanza dal sentire comune. Un brano per tutti è

“Je hais les dimanches”, scritto da Charles Aznavour:

“Tutti i giorni della settimana

sono vuoti e sanno di poco

ma c’è il peggio della settimana

la domenica pretenziosa

che vuol sembrare rosa

e far finta di essere buona

la domenica che si impone

come un giorno felice

Odio le domeniche

Nella strada c’è folla

di migliaia di passanti

questa folla che passa

con aria indifferente

questa folla che va

come ad un funerale

il funerale di una domenica

morta da tempo Odio le domeniche.

Juliette riesce nel clima di cambiamento degli anni cinquanta francesi, caratterizzati politicamente dalla quinta repubblica di Charles de Gaulle, a emergere dallo “show-biz”, dagli appetiti commerciali d’oltreoceano, proponendosi di cantare i nuovi Chansonnier, nel periodo che va dal 1959
al 1963.

Fu Serge Gainsbourg a proporre alla Greco un testo delizioso” L’accordeon” basato sul doppio senso di “accordé” ( accordato musicalmente) usato nel termine aulico di “fidanzato” e sul fatto che lo strumento musicale dell’accordeon è maschile.

“ Dio com’è crudele la vita

con il musicista di strada

sua amica sua compagna è la fisarmonica

Chi è che lo aiuta a vivere

a sedersi quando si ubriaca

siete voi, sono io, ma no

è la fisarmonica

Accordate accordate accordate quindi

l’elemosina alla fidanzata, la fisarmonica.

La Musa portò una ventata di eleganza ovunque, scrisse una lunga e coraggiosa biografia, prese una posizione decisa sul piano politico, interpretò canzoni antimilitariste di fronte a uno stupito Pinochet. Non abbandonò mai la sua posizione di engagé.