Ricerca di una stele
La città storica di Axum si trovava lontano da quella moderna. Ciò che resta come testimonianza storica sono le grandi steli e gli obelischi ancora in piedi, nonostante gli agenti atmosferici e l’incuria. Molti obelischi rimangono spezzati a terra e sono testimonianza di un passato splendido.
Ne rimangono in piedi soltanto alcuni e rivelano la loro struttura articolata in piccole sezioni disposte in linea verticale. Alla base si trova l’immagine d una porta scavata nella pietra a segnalare l’accesso alla vita dell’aldilà. Gli obelischi di Axum infatti sono monumenti funebri che ripropongono il contrasto fra vita e morte. Molti sono gli elementi che richiamano la grandezza del passato quando Axum occupava un posto di rilievo nella dimensione economica dell’Africa orientale.
Il porto da cui traeva vita il commercio con l’esterno adesso è inattivo, una zona desertica con poche rovine, ma nel passato la sua era una posizione importante nel commercio con l’oriente. Le monete ritrovate in loco costituiscono la testimonianza di contatti commerciali con la Cina e l’India in secoli in cui la dimensione degli scambi e la loro geometria era assai diversa da quella attuale. Il periodo di massima espansione axumita fu il IV secolo dopo Cristo. Una testimonianza è la stele di Ezana, il primo re cristiano che volle fornire in forma scritta un documento della propria grandezza. Usò la pietra su cui in poche frasi esaltava la sua città e il territorio da lui dominato.
Molto interessante fu rilevare che le frasi erano state scritte in tre lingue diverse: il sabeo o sabeico, diffuso nel regno della regina di Saba nell’odierno Yemen, il gee’z da cui si è sviluppato l’amharico e il tigrino, infine il greco la cui presenza era veramente interessante. E’ infatti la testimonianza di contatti con l’Egitto alessandrino e apre uno scenario tale da mettere in luce una dimensione internazionale degli scambi economici e culturali del tempo. Il documento poteva costituire un argomento di studio per gli studenti della scuola in cui lavoravo.
Presi gli appunti, scattai alcune foto e cercai altri documenti. Forse in quelle giornate di viaggio ad Axum stava nascendo l’idea di dare vita a un piano di lavoro per gli studenti, per il loro senso di appartenenza alla loro storia