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Unità africana (1)

Momenti di un’esperienza: speranze e difficoltà

Uno dei motivi che rende problematica la situazione generale dell’Africa è il controllo economico che ancora l’occidente esercita sulla politica e sull’economia dell’intero continente. Il colonialismo con la relativa occupazione militatre non esiste quasi più, ma il potere economico e politico è ancora forte, unito negli ultimi anni a quello non secondario della Cina.

Molti stati africani raggiunsero la loro indipendenza a partire dagli anni cinquanta e successivamente negli anni sessanta. I primi paesi furono il Ghana, il Sudan e altri, l’Etiopia al contrario non era mai stata colonizzata, se non per un breve periodo dall’Italia nel periodo 1936-1941. L’Eritrea lo era a partire dalla fine del diciannovesimo secolo.

Anche la Liberia era già indipendente, proprio per il suo statuto, per la sua origine: fu infatti il risultato di una scelta da parte di alcune comunità afro-americane di trasferirsi nella loro terra di provenienza, così come è avvenuto anche per la formazione della città di Freetown, capitale della Sierra Leone. In realtà gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, nel caso della Sierra Leone, vollero liberarsi di una popolazione urbana eccedente e trasferirla altrove. Un politico di enorme carisma fu sicuramente il presidente del Ghana, ‘Nkruma, che guidò l’ala più attiva del processo di decolonizzazione, divenne guida e riferimento per altri paesi come Kenya, Guinea, Tanzania. Altri politici furono Yomo Keniatta, Nyerere, Seku Turè e Thomas Sankara, rispettivamente alla guida di Kenya, Tanzania, Guinea e Burkina Faso. Il loro obiettivo dichiarato e sostenuto con forza era la piena indipendenza di tutto il continente africano.

Questa prima fase di enfasi e di entusiasmo trovò concretezza nel maggio 1963, quando Hailè Selassie organizzò la prima riunione della costituenda Unità Africana. Fu una riunione che non riuscì a mettere subito tutti d’accordo, infatti da una parte si era costituito il gruppo di Casablanca favorevole a una completa indipendenza di tutta l’Africa secondo l’obiettivo di Kwame ‘Nkruma. A questo si contrappose il gruppo di Monrovia teso a realizzare un processo di unificazione graduale, secondo la linea del liberiano Tubman, astuto e abile politico conservatore. L’unità economica non trovava ovviamente il favore delle potenze coloniali preoccupate di conservare i loro interessi e Tubman si allineò completamente al sorgente neocolonialismo avanzando tesi gradualistiche per rallentare e poi spegnere l’ipotesi radicale di ‘Nkruma.

E’ facile intuire che siano state Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti a creare le condizioni per dirigere di fatto la politica dell’Unità Africana creata nel 1963.

Nella foto: Kwame ‘Nkruma

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